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Il balcone della mia cucina dà su un’ampia corte interna, la conosco da anni. Il tizio in accappatoio viola che esce a fumare alle 7,30 ogni mattina, la badante che si affaccia per pochi secondi con una sigaretta che non finisce mai, la signora anziana che guarda il cielo in camicia da notte, la zitella col cane che dorme in mezzo alle scope.Le mie spezie aspettano un acquazzone annunciato. “…l’ho svegliata e guidata ad un ritmo più lento”, Paolo Conte in insolita morbidezza, del Nebbiolo di Giuseppino da aprire tra poco, mentre preparo la cena.

E se guardassi con una webcam com’è in tempo reale il traffico in Place de le Concorde? Victoria Station? Qualche altro posto pulsante di gesti, persone, automobili?

Le parole hanno scelto traiettorie sempre più marginali, le scoperte sono quello che già sappiamo, l’istante e il suo dilatarsi coincidono.

Respiro e mi sento tra i fotogrammi di passeggiate in montagna che ho fatto cento volte, ed il desiderio di essere la’ da qualche parte, sotto i Denti di Terra Rossa, eccitato dal vento, dal bosco, i piedi che fingono di voler correre in albergo.

Sta piovendo sul tappeto in soggiorno. Sorrido. Quelle piccole gocce. In controluce saranno ancora più preziose.

Galliziolab, maggio 2015

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