imaginery 


Di cose da dire ne avrei (non tante), qualcuna si…gallizio mi ha un po’ spiazzato ultimamente – ma va bene così – si sta montando la testa, o e’ confuso…o e’ già oltre Cairo, e con quel nome (Urbano, mica Cairo)…ci penso e mi dico che questa “anche no”…l’altra la tolgo, facciamone a meno, matita rossa che diventa blu e e alla fine…perché voglio-dire-cosa, a chi…No, non e’ che sono fermo (“piantato”, alla milanese) ancora prima di iniziare… sembra tutto importante quando ti senti esuberante davanti al foglio bianco, pensieri “altissimi”, la tua esistenza più vera, sincera, una musa invidiabile in posa sulla tua spalla che ti illumina, il fluire morbido dell’inchiostro, universi di opportunità per quella penna che scorre, le dita compiaciute ed allegre sulla tastiera… E invece…non ci devi pensare, nessuna aspettativa, non cercare nessuno, non ascoltare nessuno, non corteggiare nessuno. Accade, se accade, e basta. Se non accade passera’ “sopra la tua testa come una nuvola, senza corpo, spessore, ma leggera e veloce”. Un gatto. Meow.
Galliziolab, aprile 2016

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