love/ song


Passiamo il tempo a domandarci se è bello o brutto, giusto o sbagliato, se lo possiamo pensare o se, ancora prima di averlo pensato, dovremmo sentirci in colpa. Se abbiamo fatto bene a fare una cosa, o fatto male a non averne fatta un’altra. Se a dirti quello che pensavo, beh…, in quel modo, avrei potuto anche farne a meno… O se anche quattro legnate, quelle che non hai trattenuto, non stonavano… Forse è per questo – anche per questo – che mi piace quando i tuoi occhi neri neri sono due canne di fucile, allineate, drittissime, inequivocabilmente contro di me o quello che (tu dici loro essere per te) un nemico. Ferro. Bragia. Mi piaci per il tuo carattere malmostoso, irritante, incostante. In amore, ci si specchia anche un po in se stessi… Mi piace perché ti riscopro ogni volta. Sapendo chi sei, ma mai fino in fondo. Sempre tu. Inizio e fine si baciano, la roccia lavica da Rosalba, le mie ipotesi di calcare, quel sale che sfida l’untuosità del muggine. Incroci di materie. Che si sono adottate a vicenda. Alghe. Loro sapevano parlarsi già da prima di noi. Senza bisogno di farlo. Lo avevano scelto.
Galliziolab, aprile 2015

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