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Depressi, psicotici, inguaribili ottimisti, “formiche”, compulsivi. Una lista lunga, che non ci interessa.Tante persone, tante storie. Percorsi che vivono di vita propria, esistenze che ci si aggrappano. E’ tutto stramaledettamente importante.

Tanto.

E che poi, per alcuni, il gioco prende una piega diversa.

Apri gli occhi una mattina e quel che era così importante, necessario, vitale non lo e’ più. Non capisci perché desideravi cosa. Quello che ti piace e’ sempre buono e confortevole, ma più come una rassicurazione gentile che per una soddisfazione autentica.

Le parole non servono più. Agli amici non sai cosa dire. I tuoi bei vestiti rimangono nell’armadio, i libri si sentono incompresi sullo scaffale. Come foglie annoiate le vocali si staccano dai tuoi pensieri. Ormai e’ altro quello che ti da un respiro quieto, lo puoi sentire. Togliere, un vuoto non immaginario, un vuoto fatto di assenze fisiche e mentali. La nebbia alle prime ore del mattino, mentre cammini in quota fuori stagione. Non hai nulla da dire. Nessuno che ti costringa a rispondere. Non devi dimostrare nulla a nessuno, solo tenere in mano te stesso e ricordarti questo privilegio.

Galliziolab, marzo 2015

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