minima


Lunatico, che novità…Ho trovato – per assecondare i miei stati d’animo del momento – una forma di scrittura che mi fa sentire dove so di essere intimamente. A mio agio col mio respiro. Ai margini. Eliminando il superfluo, e tutto quel sottofondo che mi piaceva tanto.

Non scrivo più. Solo titoli. Spazi non riempiti. Poi da lì lasciati andare sull’acqua.

Immagina, espandi, le tue dita che intrecciano una sintesi.

Non voglio persone, una platea e tutto il resto. Come Herzog mi sento artigiano, sono artigiano. Non so se dilettante, ma per certo non di professione. Non ho nulla da insegnare, da vendere, da raccontare.

Granelli, scaglie, ipotesi, per il valore che hanno per me.

Dignità e umiltà magnifici paralleli.

Bacio gli istanti che mi si regalano, per essere sprecati.

Titoli. Polvere, sintomi, resti. Di quello che si è donato, forse. E che oggi, ora, in questo istante non c’è più.

Galliziolab, giugno 2015

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