Lo sento alle mie spalle, passo corto e veloce, Piccole chiazze di saliva e sangue, nervose come uno sfogo. Smilzo nella camicia bianca, una prugna al posto dell’occhio destro, l’inglese senza pronuncia, come potrebbe parlarlo un greco. Cerca la stazione più vicina della metropolitana, trattiene un tremore, prova a fissarmi, non e’ convinto (non so di cosa), mi ringrazia in modo educato. Ed inizia a correre. 

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