7 marzo 1995. Un paio di Tennent’s con Francesca B., parecchie Dunhill’s rosse, l’alano grigio che sonnecchiava sotto il flipper. Quasi due ore per la messa in piega, i capelli che mi arrivavano a meta’ schiena.

8 marzo 1995. Al mattino presto il cielo blu notte e grigio scuro, portava frammenti di neve. Ad ora di pranzo caldo agostano e sole intemperante. Blazer navy, regimental panna, rosa antico ed azzurro pallido, i pochi e fondamentali amici con me, mia madre spaesata. Il mio relatore, Lorenzo P., mi ha condotto per mano sulle poche cose che sapevo raccontare meglio. 

Qualche mese dopo ho tagliato i capelli, ho continuato a rasare alla perfezione il mio viso.

Era tutto vero, e’ accaduto. Importante. Così vicino che sembra lontano. 

Il gioco (dettaglio), Daniele Nalin

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